Un po’ A6 e un po’ A8, ma con un sapore più sportivo. A ottobre
Nessuno ha più peli sulla lingua in Audi, ormai. Da un lato il presidente Rupert Stadler dichiara: «La A7 è riuscita in tutto e per tutto, è un’espressione di bellezza pura, ma ha anche una valenza industriale, perché colma il gap tra A6 e A8». Dall’altro, l’italiano Walter de Silva, responsabile del design, precisa: «Vogliamo diventare a breve il marchio premium più richiesto nel mondo, con un milione e mezzo di auto vendute all’anno (il 2010 chiuderà già a circa un milione, n.d.r.)». Del resto, per raggiungere l’obiettivo annunciato dal Gruppo Vw di diventare il più grande costruttore al mondo entro il 2018, non bisogna tralasciare nulla, neppure le nicchie di mercato. E questa è la ragion d’essere dell’A7 Sportback, che prende qualcosa dall’A6 e qualcosa dall’A8, mescola sapientemente il tutto aggiungendo una spruzzata di sapore sportivo.